lunedì 12 ottobre 2015

Una Scuola per Sognatori di Stefano D'Anna

Bisogna trasformare il lavoro in “sogno”! Chi sogna ama, chi lavora non può amare… L’assenza di amore, la sofferenza, producono lavoro-fatica…
Chi ama quello che fa, chi sogna, anche se apparentemente sta lavorando per un’organizzazione, in realtà sta lavorando per sé, si sta integrando. Chi fa un lavoro senza amarlo sta lavorando per qualcun altro, si sta danneggiando. Quella che viene chiamata retribuzione è in verità un risarcimento danni per la degradazione fisica, emozionale e mentale prodotta da quella condizione di dipendenza.
Il clochard, in barbone, è l’uomo che vive in un limbo, emarginato in una zona dell’essere in cui non può né amare, né lavorare… Non può né appartenere al tempo né all’assenza di tempo. E’ un uomo che ha abbandonato il mondo del lavoro senza però riuscire ad entrare in quello del “sogno”. Sognare è l’azione di un uomo di responsabilità.. Soltanto i grandi guerrieri, i grandi condottieri, possedevano l’arte del sognare. La gente lavora con fatica ed anche gli uomini più ordinari fanno sforzi immani per tutta la vita. Altri cercano il blessing di pochi attimi di integrità, di non-lavoro; e per questo attraversano oceani, scalano le montagne più ardue… perché non conoscono “the effortlessness of dreaming”. Non sanno che sognare è il fare. Bisogna trasformare il lavoro in sogno. La positività e la felicità nel futuro dell'uomo si accompagneranno inevitabilmente ad una progressiva, inarrestabile, riduzione della sua attività di lavoro e ad un declino del lavoro-fatica.






Un'umanità più libera interiormente dalla paura, dal dubbio, da pensieri distruttivi e dalla miriade di emozioni negative che da sempre ne agitano l'animo, non potrà più accettare i ritmi, gli ambienti e la qualità del lavoro di una civiltà che ancora concepisce il lavoro come fatica ed iperattività, che per funzionare ha bisogno, e quindi educa, eserciti di alienati, legioni di fakiri capaci di sopportare, senza neppure più avvertirla, la indicibile dolorosità del dipendere. Le Scuole sono la propaggine fisica di questa psicologia.  A sei, sette anni i bambini, sono inquadrati nel triste esercito degli adulti. Edè osservabile la loro trasformazione. Il gusto del gioco, la freschezza delle impressioni, l'entusiasmo, l'adattabilità, il coraggio, vengono sostituiti giorno dopo giorno con l'apprendimento delle emozioni cosidette umane: invidia, gelosia, rancore, ansietà, paura, il parlare eccessivo, il nascondersi e il mentire, e quelle deformazioni del viso che formano il repertorio di maschere per la loro espressione. L'ingabbiamento della libertà del bambino, la sua omologazione agli adulti, è un'operazione dolorosa. Si chiama educazione. Nelle scuole di ogni ordine e grado, in tutto il pianeta, i giovani sono esposti ad un unico messaggio educativo globale: l’insegnamento a dipendere. Fin da bambini ore ed ore in un banco per imparare a vivere da prigionieri, senza alcuna aspirazione alla libertà. Un training indispensabile per poter un giorno fare gli impiegati a vita, aggrappati alla ricchezza di altri, ed appartenere di diritto al club degli angosciati aziendali. La dolorosità, come durante un lungo viaggio lo sferragliare del treno, poco a poco non la sentiamo più, finché diventa per noi tutt'uno con l'esistenza. La sua presenza diventa una costante naturale per assurdo, rassicurante al punto che abbandonare la dolorosità sarà l'adulto un'impresa quasi impossibile. Paura e sofferenze sono ringhiere.  Guai a perderle!  E’ più difficile eliminare la più piccola paura dalla propria vita che scalare una montagna.
Occorrono scuole di libertà, di conoscenza di sé… scuole di integrità. La prima caratteristica di una scuola del futuro è quella di eliminare piuttosto che aggiungere. Eliminare vecchie strutture, stratificazioni di ignoranza, di concetti arruginiti, di idee obsolete; abbandonare preconcetti, falsi sentimenti, paure immaginarie ed ogni identificazione con il superficiale, con il mondo delle apparenze. Occorre una scuola che “ricordi”, una scuola con una memoria verticale che indichi la direzione per il “viaggio di ritorno”. Una Scuola del capovolgimento per l’eliminazione della vecchia educazione, per una rieducazione dell’uomo nel nome dell’essere.
La School for Dreamers è la manifestazione di questo Sogno, attraverso programmi mirati e un team qualificato organizza corsi rivolti ai più giovani, con l'obiettivo di formare una nuova generazione di sognatori pragmatici guidati da Etica e Integrità, come qualità centrali della Leadership del futuro. Uomini e donne che sappiano armonizzare gli apparenti antagonismi di sempre: economia ed etica, azione e contemplazione, potere finanziario e amore.
Per gli adulti prevede cicli di seminari con l'obiettivo di ispirare a una nuova e più elevata consapevolezza di sé e delle proprie potenzialità. Un capovolgimento dei vecchi paradigmi verso la libertà, la prosperità e la felicità.
Il prossimo seminario della School for Dreamers si terrà a Milano il 14/15 novembre 2015




School for Dreamers vuole fare un regalo a tutti coloro che saranno presenti al Dreamers Day: chi si iscriverà al corso del 14/15 novembre presso la stand di School for Dreamers riceverà uno sconto del 25% sul costo totale del seminario.
Per partecipare al Dreamers Day CLICCA QUI

Ci vediamo il 18 Ottobre, Sognatori!

Nessun commento:

Posta un commento