mercoledì 2 settembre 2015

"Se vuoi realizzare il tuo Sogno..." di Stefano D'Anna

Tutti sono tesi verso qualche meta; tutti, consapevolmente o inconsapevolmente, stanno tentando di perseguire un risultato, tutti vorrebbero raggiungere un obiettivo, hanno un goal, the aim. La qualità di questo aim è un indicatore importante dell'ampiezza dell'essere di un uomo. A man and his goal are one. Il nostro obiettivo ci misura. Tanto che per un uomo è impossibile avere un obiettivo più grande di sé, un goal che ecceda la capacità del suo essere. Qual é il nostro aim, qualé la direzione verso la quale stiamo puntando? La sua qualità, l’ampiezza del suo respiro, è la misura esatta del nostro essere, di tutto quello che siamo. Ed è straordinario osservare come ognuno, anche se apparentemente sembra libero di porsi un grande obiettivo da raggiungere, di fare il più meraviglioso dei sogni, trova in sé un limite invalicabile. Lo si potrebbe immaginare come una specie di regolatore di velocità che permette agli uomini di viaggiare nella vita a velocità molto diverse a seconda della loro preparazione nell’essere. Anche soltanto per formulare, per immaginare, per concepire un grande obiettivo occorre avere raggiunto un alto livello d’essere.
Comunemente, un uomo è individuato, è  contraddististinto da una serie di connotati fisici: sesso, altezza, colore dei capelli o degli occhi, taglia, numero di collo o di calzatura, peso, etc. Ma se dovessimo trovare una reale differenza tra gli uomini essa è nella loro appartenenza a gradini diversi della scala dell’Essere. L’Essere è tutto quello che non è visibile di un uomo.  Idee, pensieri, emozioni, sensazioni, atteggiamenti e reazioni, desideri, gusti, attrazioni e repulsioni, amori e odii, il sistema di valori, le cose in cui crede, i pregiudizi, i segreti e tutto ciò che appartiene alle sue speranze, ambizioni, paure, dubbi, incertezze, definisce quello che una persona è. La scoperta più curiosa ed anche misteriosa, che abbiamo fatto studiando l’Aim, è che esso è direttamente proporzionale all'essere. E’ quindi impossibile per un uomo avere un'aspirazione più grande di sé. Perché l’aspirazione e l’essere sono una sola cosa.
Se un uomo riuscisse a proporsi un obiettivo che è oltre la sua responsabilità interiore; se lo ricordasse costantemente e perseverasse nel suo raggiungimento, questo lo trasformerebbe nella psicologia, porterebbe ad un innalzamento del suo livello d’essere allineandolo al suo scopo e riconducendo così in equilibrio il rapporto tra aim ed essere.
La seconda scoperta che riguarda l'aim, è che solo una piccola parte degli uomini ne è consapevole. L'aim è cioé invisibile alla gran parte degli uomini. Non solo quindi il nostro scopo ci definisce e ci misura, ma addirittura, ordinariamente, esso ci è sconosciuto. Questo vuol dire che nella navigazione della vita la maggior parte degli uomini è inconsapevole della propria direzione, di dove sta dirigendo i propri sforzi. 

Intenzionale o inconsapevole, l'aim è comunque una forza che un uomo imprime alla sua vita ed è quindi in ogni caso una forza propulsiva, creativa e direzionale.
Un leader cerca la missione in sé, sa di avere un destino speciale. Nell’antichità classica, e specialmente nella tradizione greca, solo eroi ed i semidei avevano diritto al Fato. La sorte di tutti gli altri uomini era indifferente agli dei e affidata al Caso. Il Fato era al di sopra di tutti gli altri dei; neppure Giove poteva contrastare il destino di un eroe.
Il nostro scopo indirizza la nostra vita, determina il nostro futuro, decide la qualità delle relazioni, l’altezza del nostro destino ed il potere finanziario che può esserci dato. Il nostro scopo determina anche lo spazio fisico che occupiamo nel mondo, il posto dove viviamo.
Da millenni, dagli albori della coscienza, l’uomo pone a se stesso la domanda: chi sono, io? Oggi possiamo dare una risposta: io sono il mio scopo. A man and his goal are one and the same thing.
Paul Klee (1879-1940) forniva così la chiave del suo successo “Io ed il colore siamo una sola cosa”.

Conoscere il proprio scopo, essere consapevoli del proprio Aim, saperlo formulare, mette un uomo in una condizione di preminenza rispetto agli altri. Aver presente il proprio scopo manda al futuro messaggi di entusiasmo e di felicità. E’ parte del “conosci te stesso”. Non basta formulare l’Aim, occorre visualizzarlo, ricordarlo, tenerlo costantemente presente, anche nelle condizioni più avverse. Ricordare lo scopo significa possedere il seme del proprio destino. Distrazioni, pensieri poveri, immaginazioni negative, emozioni spiacevoli, nella psicologia sono le erbacce che rischiano di coprirlo e soffocarlo.

Nel momento stesso in cui ci poniamo un obiettivo, ci fissiamo uno scopo o formuliamo un desiderio, possiamo accorgerci che una forza opposta e contraria si mette in moto per ostacolarne il raggiungimento, qualunque esso sia. La maggior parte dell’umanità, nell’ignoranza di sé, non essendo consapevole del proprio aim, non si rende conto di aver messo in azione una forza ed avverte soltanto l'azione della forza antagonista, della seconda forza. Se provate a chiedere ad un uomo ordinario come va la vita, cosa pensa dell'esistenza, vi racconterà tutti i suoi problemi, delle continue difficoltà ed ostacoli che incontra. A una mente conflittuale l'esistenza appare come un flusso ininterrotto di ostacoli, di problemi e difficoltà, l'intero pianeta è percepito come il campo d'azione di una forza cieca, inspiegabile, che sembra non avere altra finalità che di impedirci il raggiungimento del nostro scopo. In realtà non è così e noi incontriamo solo gli ostacoli che noi stessi abbiamo già creato nella nostra psicologia.

Le nostre aspirazioni, i nostri sogni sono come semi (seeds) dai quali può nascere una pianta che allarga i rami verso l'infinito e su cui poggeranno, come nella parabola evangelica, gli uccelli del cielo. Ma mentre la pianta sta crescendo, non fa neppure in tempo a germogliare, che arrivano le erbacce (weeds) che potrebbero soffocarla. Avete mai percepito prima questo meccanismo? Vi siete mai accorti dell'esistenza nel mondo psicologico di una forma di resistenza corrispondente all'attrito del mondo fisico? Ogni aspirazione che imprima una velocità alla nostra vita trova in noi una resistenza psicologica di intensità ad essa proporzionale che le si oppone.
L’antagonista siamo noi. Siamo noi l’ostacolo ad ogni nostro raggiungimento.
Se vuoi realizzare il tuo sogno devi trasformare la tua visione del mondo, fermare la guerra che ti porti dentro. Una guerra interna fatta di dubbi, paure, negatività, frutto di una visione del mondo fatta di contrapposizioni ed antagonismi.

Se non ci fosse questa forza antagonista, che nasce prima in noi stessi e poi si materializza nel mondo esterno, potremmo fare i voli pindarici più arditi, dare concretezza all’impossibile, immaginare i raggiungimenti più straordinari e realizzarli. Ogni nostro sogno diventerebbe realtà.

Saremmo gli abitanti di un altro pianeta, collocato in un altro punto dell'universo, governato da leggi fisiche e psicologiche diverse, meno numerose e gravose. Il nostro mondo è invece il riflesso perfetto della psicologia conflittuale dell’uomo; la sua legge più generale è quella degli opposti, la legge dell’antagonista. Senza la consapevolezza della prima forza, del nostro aim, la seconda forza e la universale condizione di attrito, fisico e psicologico, con cui gli uomini costantemente si confrontano, sono inspiegabili ed assurde. La scoperta del meccanismo fondamentale fondato sulla apparente contrapposizione di queste due forze è alla base della nostra teoria generale della leadership ed individua una linea di confine tra due specie umane. C’è una umanità che dipende, reattiva, che accusa le condizioni esterne, si lamenta, si compiange. Essa è convinta che ci sia un mondo cattivo fuori di sé che é lì per ostacolarla. C’è un’umanità che intraprende, creativa, proattiva che sa che ogni spinta impressa dalla propria aspirazione richiede la vittoria su una forza opposta e contraria, che è prima di tutto nella propria psicologia. L’una vede per opposti, ha una coscienza bipolare; l’altra vede l’unità dietro la polarità, l’armonia dietro gli apparenti antagonismi. Questi uomini hanno il coraggio di fare il salto nell’abisso; di entrare nelle parti più oscure del proprio essere e di  combattere le ombre, i fantasmi, le paure interne e vincerle. Queste sono le vittorie creative indispensabili alla realizzazione del sogno, dell’aim.



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