martedì 30 settembre 2014

"Vivere nel ‘qui e ora’ è il solo stato naturale, eroico, immortale dell’uomo." di Stefano D'Anna

Giorno dopo giorno guadagnavo fiato e velocità; e con questi, un po’ di leggerezza nell’Essere. Arrivai così ad amare quello sforzo e a benedirlo dentro. Continuai il lavoro anche nelle altre direzioni che il Dreamer mi aveva indicato, cercando di applicare i Suoi princìpi alla mia vita per
quanto mi era possibile.
Non poche volte li fraintesi, e spesso li disattesi. Per un periodo di tempo mi esercitai in alcuni sport estremi nella convinzione di poter rafforzare il coraggio, la fiducia in me stesso.
“Non cercare certezze fuori o negli occhi degli altri. Non fingerti coraggioso – mi avrebbe detto un giorno il Dreamer – Il vero coraggio è la vittoria sulla propria menzogna. Lascia questi sport e le imprese temerari a chi ama le proprie paure, a chi ne dipende. Essi servono solo a rafforzarle.
Qualcuno bugiardo come te, ora ha la vita sospesa a un polmone d’acciaio.”
Immediatamente il pensiero corse a A.F., l’esploratore italiano le cui imprese temerarie mi avevano affascinato e che avevo conosciuto personalmente. Ricordo che, mesi prima dell’incidente il Dreamer
mi aveva detto che sarebbe stato ucciso dalla sua bugia, per essersi confrontato con false sfide invece di affrontare i mostri interni.

“If you want to expand your life you have no need to expose yourself
to extreme experiences… Expand your vision, ideas and thoughts through
the power of earnestness and sincerity and there will be no battle you will
not win.”
La ragione per cui tanti praticano sport estremi e si avventurano nelle imprese più rischiose è che in condizioni di pericolo sono costretti a sperimentare stati di intensa vitalità, liberi dal tempo, dai problemi, dal peso del mondo. Quando la distrazione di un solo istante può significare il rischio della vita, il differimento dal momento non è più possibile. Ma questa condizione è artificiale, crea uno stato di dipendenza. Ti sottrae ad un ipnotismo per renderti schiavo di un altro.
Un giorno per vincere le tue paure non avrai bisogno di affrontare gli oceani
o di praticare il volo acrobatico.
Sparita la menzogna, entrerai nel ‘powerful state of Nowness’ con la massima semplicità.
Perché vivere nel ‘qui e ora’ è il solo stato naturale, eroico, immortale dell’uomo.
Immortali si può essere solo Adesso e l’Adesso è per sempre!
Per il Dreamer indulgere nella memoria del passato o nell’immaginazione del futuro è la causa vera di tutti i nostri problemi.
Presto cominciai a vedere i risultati dei miei sforzi. Una maggiore lucidità, l’acuirsi di uno spirito vigile, stavano rivelando mondi fino ad allora invisibili, permettendo scoperte semplici eppure rivoluzionarie. Osservando il numero crescente di persone obese e l’espandersi di questo fenomeno non solo a New York e in America, ma in buona parte del mondo occidentale, chiesi al Dreamer una spiegazione.
“La menzogna si nasconde sotto molte maschere − mi disse − L’obesità è una di queste. Dietro la recita macabra del loro umorismo e della ostentata generosità, così frequente nei grassi, si nasconde la loro rinuncia alla vita, il loro tentativo di suicidio.”
La trasformazione spesso mostruosa dei loro corpi è soltanto il riflesso più grossolano, il sintomo acutizzato di una malnutrizione psicologica. L’ingozzarsi di junk food, l’assimilazione di cibi guasti o di montagne di calorie alimentari, sono soltanto l’effetto di una malattia dell’Essere.
Quando riportai al Dreamer l’informazione che negli USA gli obesi avevano superato di alcuni punti la metà della popolazione, disse:
“È il segnale di indebolimento della volontà di un intero popolo... Una civiltà dipendente dal cibo si sta eliminando. Anche la sua economia, come ombra dell’Essere, rifletterà questa dipendenza, questo offuscamento della volontà. In breve tempo si indebolirà e sarà ingoiata da predatori più veloci,
da civiltà più integre. Your physical destiny is intimately related to your mental, emotional, financial destinies.”
Insieme alla mia vitalità sentii accrescersi un senso di vicinanza al prossimo, una disposizione a fare qualcosa per gli altri, per quanti vedevo intrappolati in una esistenza senza vie d’uscita. Era qualcosa che non avevo mai provato prima; una specie di compassione per quelle creature che vedevo permanentemente immerse nell’angoscia.
“Smettila di indulgere! − mi urlò una volta, investendomi con parole di fuoco − La tua autocommiserazione prende a prestito la condizione dell’umanità per nascondersi e perpetuarsi. La tua vanità ti fa credere di essere già guarito e di poter fare per gli altri… La sola cosa che puoi
veramente fare per aiutare il mondo è svegliarti dal tuo incubo. Smettila di credere che ci sia qualcuno o qualche situazione che abbia bisogno del tuo aiuto.
Smettila di credere che il mondo sia una realtà esterna, separata da te.
Lascia che aiuti il mondo chi ne è separato!”
Solo molto tempo dopo avrei capito il significato di quelle parole ed aperto gli occhi su tutta la falsità che si nasconde dietro l’altruismo, dietro ogni forma di assistenzialismo promosso da istituzioni che vivono sui sensi di colpa della gente.
“Sono organizzazioni che hanno il solo fine di perpetuarsi − le bollò il Dreamer − Sono specializzate nell’ottenere fondi e nel raccogliere risorse che poi disperdono e sperperano, riuscendo a malapena a sostenere se stesse. Se sollevi la cortina fumogena della filantropia, in ogni sua forma, potrai scoprire che dietro suffragisti e salvation armies, dietro aiuti medici, farmaceutici e soccorsi alimentari, c’è la criminalità più efferata e la più intensa delle attività contro l’uomo…”
“Non perderti in rimpianti, o in pietismi. Nessuno può fare al posto di un altro. Sta a lui, soltanto a lui, coglierne l’opportunità. Everything happens for a reason and a purpose, and it serves you. Chi non ha sconfitto in sé la menzogna, chi non è consapevole dell’autosabotaggio che continuamente
avviene in se stesso, non può fare niente per nessuno.”
“Man dies because he lies” fu il motto che coniò il Dreamer a conclusione del Suo discorso e come sintesi di quel dramma tutto umano che è la menzogna. L’uomo muore perché mente... e innanzitutto a se stesso.


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