giovedì 5 maggio 2016

"Svegliarsi è doloroso" di Stefano D'Anna

Svegliarsi è doloroso. Ne ho vista di gente che è convinta di essere sotto una disciplina, che fa finta di far parte di scuole di lotta al sonno (buddisti, sufi, teosofi, cristiani esoterici, etc.) e che dorme saporitamente... 


L’impiegato è uno che si è messo sotto le leggi del sonno. Per scegliere di fare l’impiegato uno deve essere morto già dalla nascita.. per sottoporsi ai comandi di qualcuno per ricevere uno stipendio bisogna essere psicologicamente morto fin da bambino... Come fanno le organizzazioni ad andare avanti con i morti? Esse sono cimiteri.. e arrivano eventi che le spazzano via... L’impiego è una forma di criminalità. Noi stiamo creando una organizzazione viva perché è guidata dal “sogno”.
Una persona seria si rende conto che non ha volontà, che è incapace di dare direzione al proprio pensiero, alle proprie emozioni, che egli è un grumo di reazioni ad un mondo che sembra esterno a lui, e si accorge che non può fare nulla... allora cerca qualcuno che gli faccia fare i primi passi.. ma fare quei passi è così doloroso ed egli scappa via, poi ritorna, poi scappa ancora... E’ un sonno atavico, di migliaia di anni.. sconfiggerlo non è facile. Allora cerca altri uomini che con lui scalino la “montagna sacra”... Quando incontriamo la Vita questa uccide il sonno psicologico e la morte. La Vita attacca quella monnezza, quel cancro formatosi in milioni di anni e noi avvertiamo la morte della nostra morte.
Il mondo è il mio passato.. non posso cambiarlo se non modificando il mio presente. Chi pensa e sente negativamente proietta un mondo orribile... Diventate sani e forti dentro.. Il mondo vi rispetta se voi vi rispettate dentro.
Il “sogno”. 
Non c’è nient’altro di così potente per fare... Danzare, sognare, volare, respirare.. questo è il fare.. Tutto dipende da noi.. come pensiamo, come sentiamo, come desideriamo.. Il fare è all’interno di uno spazio psicologico che è la creatività. E’ in questo spazio che si canta, si danza.. è lì che si vola. Ed il mondo diventa musica, diventa danza, diventa volo. Il mondo diventa leggero, generoso, rispettoso.. Quello che chiamiamo fare è una conseguenza di questo “ non fare”, di questa immobilità. L’azione è figlia dell’immobilità come il tempo è figlio dell’eternità.. Il non fare è vivere nell’assenza di tempo, nel tempo verticale, nell’eternità. Il tempo si forma con tutti i suoi eventi e le sue circostanze nel rispetto del grado di eternità che un uomo ha raggiunto... Esiste un’eternità inconsapevole che crea tutti i disastri del mondo e l’inferno sulla terra. Esiste un’eternità consapevole che crea il paradiso terrestre... Vi sto chiamando a questo spazio, ad essere consapevoli di questa eternità.


Il mondo è il tuo passato. Se non avete gratitudine nel futuro sarete circondati dal terrore e dall’orrore... la gratitudine ci fa ricchi, ci circonda di benessere. Quando un uomo è nell’infelicità e nella povertà vuol dire che ha maledetto, che non ha gratitudine, che non ha purificato il passato che è tutto quello che tocchi e vedi... Allenarsi “dentro”, trasformare la propria interiorità in un paradiso portatile. Dentro significa “su” e “su” significa futuro.. Vedo dentro.. sono padrone.. felicità, silenzio, amore, gioia, guarigione, prosperità.. sono tutti a mia disposizione, e fuori di me si crea qualcosa che ho già creato “dentro” attraverso l’attenzione, la consapevolezza, l’autosservazione, l’estirpazione di ogni forma di negatività e di death urge. Allora state creando il paradiso.
Apri gli occhi e ti incontri con il raffreddamento di quello che hai creato dentro.. E’ tutto più lento.. la realtà esterna vive ad un più basso “rate of  vibration” perché è visibile, è palpabile, perché é la frammentazione della luce. ?.. Il paradiso è semplicità.. Andare con una persona cara a comprare la mozzarella a Viareggio, andare a riparare la moto..
Se dentro di me il “non fare” sta agendo, se sto guadagnando padronanza di me stesso, se sto eliminando incertezze, dubbi, paura ed ogni forma di inquinamento.. allora il mondo comincia a donare, comincio a diventare più libero da disastri, vergogne, miserie, malattie... libero.


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