giovedì 2 giugno 2016

"La doppia attenzione" di Stefano D'Anna

Durante il sonno, quando le facoltà percettive sono al minimo della loro funzionalità, manca pressoché ogni possibilità di attenzione. Questo stadio è detto di zero attention.  L’attenzione dell’uomo comune in stato di veglia è detta prima attenzione. Con riferimento alla limitata capacità che ordinariamente l’uomo ha di mantenere la sua attenzione, potremmo più propriamente chiamarla disattenzione. In questo stadio l’uomo è come una pallina da ping pong che sposta il suo interesse continuamente. Qualunque cosa lo distrae e lo distoglie dai suoi intenti, senza alcuna affidabilità. In questo stadio l’uomo vive in una sorta di apnea cerebrale. Manca il respiro psicologico che si crea per effetto delle idee.
La doppia attenzione è una duplicazione delle percezioni, una freccia puntata verso l’esterno ed una puntata verso l’interno, verso se stessi. Guardo un albero e osservo me che guardo un albero. Questa capacità segna il passaggio dall’uomo zoologico all’uomo psicologico. La capacità di osservare un albero è la stessa in un uomo come in qualunque altro mammifero; ma la capacità di osservare l’albero e, contemporaneamente, di essere consapevole dei propri stati psicologici, delle proprie emozioni e sensazioni è soltanto umana. Con l’attenzione contemporanea verso l’interno e verso l’esterno le nostre percezioni si ampliano, la nostra respirazione diventa più completa, il cibo dell’aria va a compimento ed accede ad una energia più preziosa.


Esiste infine, rarissima, la capacità di una terza attenzione che oltre a dare attenzione al mondo esterno ed agli statt interni, permette contemporaneamente di dare uno sguardo esterno, come attraverso l’azione di una telecamera. Osservare noi stessi che osserviamo il mondo è la triple attention; essa introduce un punto di vista dall’alto.. Mantenerla è quasi impossibile. Questo è il “vedere”. Il “vedere” del sognatore è diverso dal guardare e dall’osservare. E’ uno sguardo esterno che comprende l’osservato e l’osservatore. E’ la posizione di, chi ha raggiunto la padronanza di sé.
Ma tutti sono proiettati nel mondo esterno, ipnotizzati dal mondo esterno. Tutti sono ricattati dal creato che è la nostra creatura. Frankenstein, Blade Runner, sono le favole sul creatore eliminato dalla sua creatura. L’effetto è diventato causa, l’illusione è diventata realtà. Questo è l’ipnotismo del mondo.
Il mondo è pensato, non è creato.
Tutto quello che incontriamo è la proiezione della nostra interiorità, un’espressione della nostra ricchezza o povertà interna. La capacità di dare direzione ad ogni nostro pensiero, desiderio. Che non sfugga nulla.
Dobbiamo rientrare nella nostra natura di sognatori, di creatori. Per chi non sogna il fallimento è dietro l’angolo. Solo il sognatore ha pieni poteri su se stesso e quindi sul mondo.

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